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Tradizione
La Congregazione dei Padri Somaschi trae la sua ispirazione dalla “Compagnia dei servi dei poveri”, sorta per opera di san Girolamo Emiliani (1486-1537), laico di grande
fede. L’Opera di Girolamo, (che si colloca nel XVI secolo e fu proclamato santo nel 1767), fu quella di dedicarsi a disagi sociali trascurati dalla società civile prendendosene cura in
modo nuovo e innovativo per il suo tempo.
Figlio di patrizi veneziani e ufficiale dell’esercito, venne colpito nel profondo della sua sensibilità dalle pestilenze del ‘500, che lo spinsero a dedicare tutta la sua vita alle piaghe sociali che portavano con sé: da una parte dunque i malati terminali, che necessitavano un dignitoso accompagnamento alla morte, dall’altra le centinaia di bimbi che si trovarono improvvisamente senza padre e senza madre, orfani; in ultimo le giovani donne che, senza nessun altra alternativa, venivano condotte all’esercizio della prostituzione (allora
chiamate “le convertite”). Laici e religiosi somaschi hanno in comune la motivazione fondamentale derivata da san Girolamo: la solidarietà a favore della parte più debole ed esposta dell’umanità: i piccoli, i poveri, i senza famiglia, i giovani e le giovani a rischio. Nel corso dei secoli, l’ispirazione fondamentale rimase quella verso gli orfani (oggi minori a rischio di devianza) e verso la gioventù disagiata, moltiplicando i centri fino a Spagna, Svizzera, Colombia, Filippine, India, Stati Uniti d’America, Messico, Brasile, El Salvador, Honduras, Guatemala, Ecuador, Sri Lanka, Romania, Polonia, Albania, Mozambico, Australia. A partire dal 1978 - oltre all’attività storica verso i minori - si è sviluppata un’azione volta ad accogliere nuove forme di povertà: tossico e alcool-dipendenti, malati di A.I.D.S., vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale e disagio dell’immigrazione femminile.
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